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Repressione sanguinosa dello sciopero degli operai tessili a Kut

I metodi fascisti di repressione violenta del regime Baath sono ancora i benvenuti; ed è con essi che la nuova autorità irachena risponde alle rivendicazioni dei lavoratori in Iraq. Mentre migliaia di operai dell’industria tessile, nella città irachena di Kut, hanno chiesto l’aumento dei loro premi di rischio, che sono attualmente ordinari e senza relazione con il pericolo reale cui i lavoratori incorrono in questo settore, dove le norme di sicurezza non sono rispettate, l’amministrazione ha fatto ricorso alle basse manovre, ha mentito ed ha minacciato di imprigionare gli operai ed eliminare i militanti. Gli operai chiedevano 12.000 dinars iracheni come premio di rischio, mentre l’amministrazione tentava di ridurre l’importo. Gli operai hanno organizzato una manifestazione contro queste misure ed hanno chiesto al direttore quale persona chiave si nascondeva dietro la cattiva condotta dell’amministrazione. Questo direttore, in collaborazione con il governatore della città, ha chiamato gruppi armati per far cessare la protesta. Gruppi di uomini armati e mascherati, in seguito alle informazioni ricevute dalle Guardia Nazionale, hanno saccheggiato il luogo, ed hanno iniziato a sparare sui lavoratori disarmati, ferendo quattro operai e arrestandone undici altri, che sono stati rilasciati dopo un interrogatorio . Tali incidenti si svolgono mentre il ministero dell’industria, e la sua recente circolare, proibiscono ai lavoratori la creazione delle loro organizzazioni sindacali ed ogni attività sindacale. Anziché essere accusato, il direttore, Abdulla Alrawi, è stato trasferito al quartiere generale del ministero. Abolendo i diritti sindacali in Iraq, il ministero e l’attuale autorità rimettono in piedi i metodi fascisti di terrore e di rifiuto delle libertà pubbliche del "ex regime", mentre inondano il popolo, nello stesso tempo, di buone parole sulla democrazia e le elezioni. Chiamiamo le organizzazioni sindacali, operaie, e dei diritti dell’uomo, in tutto il mondo, a sostenere i lavoratori in Iraq e la loro organizzazione, la Federazione dei sindacati e consigli operai in Iraq (FSCOI), che è considerata illegittima ed illegale dalle autorità, che tentano di imprigionare i suoi attivisti. La risposta dei lavoratori a questa repressione sarà la generalizzazione della loro protesta, per imporre l’accoglimento delle loro rivendicazioni all’autorità fantoccio sostenuta dall’occupazione. La FSCO resta in prima linea della lotta degli operai per le loro rivendicazioni giuste. Invita gli operai ad allargare e generalizzare il loro movimento di protesta contro le autorità, che non comprendono alcuna altra lingua.

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Auteurs
Fédération des conseils ouvriers et syndicats en Irak
Congrès des libertés en Irak
Solidarité internationale
Parti communiste-ouvrier d’Irak
Fédération internationale des réfugiés irakiens
Yanar Mohammed
Solidarité Irak
Nicolas Dessaux
Houzan Mahmoud
Stéphane Julien
Olivier Théo
Falah Alwan
Bill Weinberg
Organisation pour la liberté des femmes en Irak
Mansoor Hekmat
Azar Majedi
SUD Education
Camille Boudjak
Parti communiste-ouvrier du Kurdistan
Karim Landais
Muayad Ahmed
Richard Greeman
Tewfik Allal
Alexandre de Lyon
Fédération irakienne des syndicats du pétrole
Yves Coleman
Olivier Delbeke
Regroupement révolutionnaire caennais
Vincent Présumey

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