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Appello al ritiro delle truppe europee in Iraq

Abitanti dell’Unione europea, uomini e donne, nati o no, con o senza documenti, non possiamo soffrire che paesi di quest’Unione partecipino all’occupazione militare dell’Iraq.

La Danimarca, l’Estonia, la Lettonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia e sopratutto il Regno Unito, ma anche l’Italia e la Polonia che hanno previsto di ritirarsi come già hanno fatto la Spagna, l’Ungheria, i Paesi Bassi e il Portogallo, partecipano ancora adesso alla coalizione militare condotta dagli Stati Uniti.

Trent’anni di dittatura, due guerre, migliaia di tonnellate di bombe scaricate, dodici anni d’embargo, spudorate menzogne sulle arme di distruzione massiccia e adesso l’occupazione militare che si appoggia sulle milizie più reazionarie per far regnare l’ordine. Tutto questo, la popolazione irachena l’ha veramente meritato?

Ogni giorno, ci si parla della Costituzione europea. Ma come intendere, per esempio, l’articolo 1-41-1 del trattato costituzionale europeo che prevede esplicitamente che l’Unione può ricorrere a mezzi militari per assicurare il “mantenere della pace” e la “prevenzione dei conflitti”? Che cosa ne avrebbero pensato le 100.000 persone morte dall’inizio dell’occupazione, vittime delle truppe della coalizione o degli attentati provocati ogni giorno dalla presenza di queste ultime?

Sappiamo benissimo che solo il ritiro delle truppe US porrà fine all’occupazione dell’Iraq, solo il ritiro delle truppe americane toglierà ogni pretesto agli atti terroristici dei partigiani del vecchio regime baassista o di una teocrazia islamica. Ma ogni paese che ritira le sue truppe isola un po’ di più gli Stati Uniti nella loro politica coloniale in Iraq e crea una pressione supplementare in favore del ritiro delle truppe americane.

Oggi, mentre è al culmine il dibattito sull’Europa, è essenziale che queste domande siano chiaramente fatte. E ora di smetterla con le guerre e le politiche coloniali. Perciò, esigiamo il ritiro delle truppe europee dall’Iraq. Chiediamo ai governi britannico, danese, estone, lettone, lituano, slovacco e ceco di ritirare le loro truppe, e ai governi italiano e polacco di affrettare la partenza dei loro uomini.

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Auteurs
Fédération des conseils ouvriers et syndicats en Irak
Congrès des libertés en Irak
Solidarité internationale
Parti communiste-ouvrier d’Irak
Fédération internationale des réfugiés irakiens
Yanar Mohammed
Solidarité Irak
Nicolas Dessaux
Houzan Mahmoud
Stéphane Julien
Olivier Théo
Falah Alwan
Bill Weinberg
Organisation pour la liberté des femmes en Irak
Mansoor Hekmat
Azar Majedi
SUD Education
Camille Boudjak
Parti communiste-ouvrier du Kurdistan
Karim Landais
Muayad Ahmed
Richard Greeman
Tewfik Allal
Alexandre de Lyon
Fédération irakienne des syndicats du pétrole
Yves Coleman
Olivier Delbeke
Regroupement révolutionnaire caennais
Vincent Présumey

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