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Surma Hamid : il percorso di una militante in Iraq

Nicolas Dessaux
Solidarité Iraq, 26 maggio 2005

Sono nata in una famiglia povera di Arbil in Iraq. La mia famiglia, come molte altre nella regione, era molto influenzata dalla cultura dominante diffusa dal movimento nazionalista curdo, che è una sorta di mescolanza di pratiche, di valoroi e di tradizioni tribali e islamiche. Il modo di pensare patriarcale condiziona ogni aspetto dellqa nostra vita, in particolaree quella delle donne. In questo ambiente, le donne erano duramente oppresse. Giusto per darvi un’idea, nel nord dell’Iraq dopo il 1991, cioè al momento in cui i partriti nazionali sti curdi sono diventati i governatori della regione, centinaia di donne sono state vittime di crimini d’onore.

I partiti al potere - l’Unione patriottica del Kurdistan diretta da Jalal Talabani e il Partito demovcratico curdo diretto da Mazud Barzani - incoraggiano questa cultura sottomettitrice in tutti i modi per conservare le relazioni tribali nella società, mantenere la legge sulla famiglia del misogino regime baathista, sostenere l’Islam e i gruppi dell’Islam politico, marginalizzare gli individui e chiudere gli occhi sulle discriminazioni delle donne come i crimini d’onore, C’è un altro aspetto molto importante che riguarda il movimento nazionalista curdo, nello stesso modo in cui riguarda gli altri movimenti nazionalisti curdi del Medio Oriente, e cioè l’estremo rigetto del modernismo soprattutto in tutto ciò che riguarda l’uguaglianza delle donne. Per questa corrente, conservare il modo di vita dei nostri antenati è considerato di importanza suprema. Tutto quello che accompagna i nuovi sviluppi sociali e il mantenimento dellla pace per il bene dell’umanità è contro questo modo di pensare. Nonostante ciò, la società in Kurdistan è una società molto moderna come ogni altra società dotata di una economia moderna. C’è molta gente progressista.

A fianco di questo, il mio ambiente familiare era molto arretrato. A quindici anni, ho dovuto abbandonare la scuola, quando era qualcosa di importante per mee, e mi hanno costretta a sposarmi con mio cugino. Il nostro matrimonio combinato era già deciso quando ancora io e mio cugino eravamo dei feti nel ventre delle nostre madri. La mia vita è stata miserabile. Ho incontrato presto Suaad che ci passava degli opuscoli dell’Organizzazione delle donne indipendenti ( Organisation of Women’s Freedom in Iraq - OWFI) . Ero molto impressionata da questi teesti. Parlavano di un’altra vita. Le militanti dell’Organizzazione delle donne indipendenti erano delle donne moderne e molto coraggiose. Vedevo che i miei problemi erano gli stessi di centinaia di donne in Kurdistan e che c’erano dele donne che contestavano e che proponevano delle soluzioni.

Nel 1994, ho cominciato a incontrare persone dell’Organizzazione delle Donne Indipendenti e del Partito Comunista Operaio di Iraq con il quale l’Organizzazione delle donne indipendenti aveva dei legami molto stretti. Ho cominciato una formazione sul marxismo. Nello stesso anno, ho cominciato un’attività clandestina per l’Organizzazione delle donne indipendenti. Nel 1995 mi sono iscritta formalmente all’Organizzazione delle donne indipendenti e al Partito Comunista Operario di Iraq . Alla fine di quello stesso anno, sono diventata membro esecutivo dell’Organizzazione delle donne indipendenti nella città di Arbil e nominata alla testa dell’ufficio pubblico dello stesso comitato.

Quando e perchè tu hai lasciato l’Iraq?

L’OWFI è contraria a ogni attentato ai diritti delle donne, cosa che la mette in conflitto con le organizzazioni reazionarie che li difendono. L’OWFI ha organizzato dei forum educativi, degli incontri pubblici, e un meeting su due informa le donne dei loro diritti. Ha lanciato anche una campagna contro quelli che vengono definiti "crimini d’onore" e ogni forma di violenza domestica contro le donne. Ha lanciato anche una campagna per costringere i partiti dirigenti ad annullare la legge sulla famiglia del regime baathista in vigore nel kurdistan iracheno. L’OWFI è molto attiva e conosciuta nel nord dell’Iraq. Non appena l’OWFI è diventata più nota, e sufficentemente efficace nella lotta per i diritti delle donne portando in tribunale i casi di violenza domestica o di divorzio, noi siamo diventate un pericolo per le altre organizzazioni....Soprattutto non poche organizzazioni religiose erano furiose e lanciavano delle "fatwa" contro la maggior parte dei membri della nostra associazione.

Nell’aprile 1998, Malla Bashir, un leader di un gruppo islamico di Arbil ha minacciato di uccidere sei membri del nostro Comitato esecutivo. Io ero una di qesti. Abbiamo deciso di portare la questione in tribunale. Il canale televisvo controllato dal PDK ha trasmesso un’intervista in occasione del processo. Lo abbiamo perso: il tribunale ci ha considerato come anti - islamiche nella nostra fede e chiesto l’arresto. Il giorno dopo , alcuni membri del Partito Comunista Operaio iracheno sono venuti al centro di informazione delle donne a manifestare la loro solidarietà. Gli islamisti hanno attaccato il centro e due membri dirigenti del partito comunista operaio hanno perso la loro vita in questo attacco. Shapur Abdul Kabir, membro dell’ufficio politico e leader di centinaia di rifugiati in Kurdistan e Qabil Adil, membro del Partito Comunista Operaio in Kurdistan.

Un atmosfera di orrore è piobata su tutta la città. Il partito al potere si era alleato con i gruppi islamici contro il centro di informazione delle donne e il Partito Cominista Operaio che si apprestava a diventare una forza in Kurdistan. I membri del Partito Cominista Operaio sono stati incarcerati e allontanati da ogni attività politica. Gli isalmisti diventavano sempre poiù sicuri di loro stessi nelle loro azioni per terrorizzare le donne, Questo è stato un brutto periodo nella storia della città. Gli islamisti appesero i nostri ritratti sui muri della città assieme ad un testo che ricordava la nostra immoralità.

Il risultato fu che noi, le sei donne, ci nascondemmo. Io mi sono nascosta presso degli amici, nella loro casa. Sono restata 4 mesi nella loro cantina. Sia gli islamisti sia la mia famiglia, hanno tentato entrambi di troivarmi. Con l’aiuto di mia madre e del Partito Comunista Operaio , ho cambiato il mio nome e ho ottenuto documenti falsi. I membri del Partito Comunista Operaio mi hanno aiutato a fuggire in Turchia. Nove mesi dopo, sono partita per l’Australia.

Quando tu sei partita, quale era la situazione delle donne?

Dopo la seconda guerra del Golfo ( la prima è stata la guerra Iraq-Iran, ndr) la condizione dell’insieme della società irachena è sprofondata ma quella delle donne si è particolarmente degradata. Si sarebbe detta una zona terremotata, Dopo la rivolta dle 1991, il kurdistan iracheno è caduto sotto il controllo dei due partiti nazionalisti curdi principali. Immediatamente, un’ondata di terrore orchestrata da questi due partiti è stata lanciata contro le donne, prendendo nomi come "puliamo la società dalle sue prostitute!"

Centinaia di donne sono state rapite e assassinate dalle milizie di questi due partiti politici. Centinaia di storie terrificanti di donne terrorizzate da questi due partiti sono circolate. Tra il 1991 e il 1998, più di 5000 donne sono state vittime di crimini d’onore. Le donne erano confinate nelle loro case.Gli islamisti si sono accaniti sulle donne, i progressisti e i pilastri della società civile. I saloni di bellezza per le donne, i cinema e altri luoghi sono stati attaccati . Le donne non uscivano senza il loro velo.

Nello stesso tempo, nasceva un movimento di donne coraggiose e militanti incoraggiate dagli attivisti del Partito Comunista Operaio deciso a batersi per i diritti e la libertà delle donne.

Qual’è la tua attività oggi in Australia?

La mia attività principale è di informare sulla situazione delle donne nel paese diviso dall’Islam e in particolare di ottenere un sostegno politico e finanziario per le donne in Iraq. Sono anche presente nella campagna per difendere i diritti dei rifugiati. Lavoro con le organizzazioni di sinistra in Australia. Ho partecipato a numerosi incontri, conferenze e riunioni pubbliche. Sono stata intervistata da radio e televisioni. Ho partecipato a molte manifestazioni. In due tre anni di attività, sono stata definita come la migliore femmista di Victoria, uno stato australiano. Tra breve, con un compagno, pubblicheremo un bollettino in arabo e inglese chiamato "Verso una costituzione laica in Iraq". Sono attualmente l’editrice di Forward, il giornale inglese del Partito Comunista Operaio Iracheno.

La sinistra australiana sostiene le organizzazioni irachene delle donne e dei/delle lavoratrici?

La risposta è rapida: no. Noi abbiamo ottenuto un sostegno straordinario da parte delle persone comuni progressiste in Australia ma sfortunatamente il sostegno della sinistra è molto limitato. Poche lettere di sostegno da parte della sinistra. Nello stesso tempo è facile indirizzarsi a gente non iscritta e ottenere il loro sostegno per la causa delle donne in un paese come l’Iraq , quando la sinistra è impietrita nelle sue discussioni inutili e supporta i reazionari e il terrorismo trasformati in combattenti antimperialisti.

Preferiscono sostenere i nemici del popolo in Iraq che sostenere i progressisti che lottano per la libertà e l’uguaglianza.

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Auteurs
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Congrès des libertés en Irak
Solidarité internationale
Parti communiste-ouvrier d’Irak
Fédération internationale des réfugiés irakiens
Yanar Mohammed
Solidarité Irak
Nicolas Dessaux
Houzan Mahmoud
Stéphane Julien
Olivier Théo
Falah Alwan
Bill Weinberg
Organisation pour la liberté des femmes en Irak
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Azar Majedi
SUD Education
Camille Boudjak
Parti communiste-ouvrier du Kurdistan
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